Livigno is magic

Livigno… ci siete mai stati?

Un piccolo paese al confine tra Italia e Svizzera, in provincia di Sondrio, che si trova a ben 1816 m sul livello del mare.

Circondato da cime che raggiungono i 3000 m d’altitudine, è conosciuto come il piccolo Tibet per le sue temperature che d’inverno sfiorano anche i -30* ☃️

Un posto tanto lontano da casa mia eppure tanto vicino al mio cuore. Lì ho collezionato dei ricordi bellissimi: la trepidazione della sveglia alle 4,30 per il viaggio che ci attendeva, la gioia di vedere la neve e di passare una settimana in compagnia dei miei cuginetti, l’adrenalina per la discesa sulle piste con il maestro da sci e la paura della seggiovia 🚠 che mi metteva terrore 😂

Per anni Livigno è stato il posto della spensieratezza, della famiglia, del divertimento e ogni settembre non vedevo l’ora di riprenotare la vacanza per l’anno successivo.

Un paio di anni fa, dopo un periodo di assenza, ho deciso di tornarci, però d’estate… ed è stato come riscoprire un luogo diverso.

Non so spiegarlo bene, erano gli stessi luoghi meravigliosi, eppure così nuovi da sembrare un altro posto. Non c’erano più i tanti centimetri di neve che trovavo di solito, ma fiori colorati, prati dal verde intenso, simpatiche marmotte e laghi dalle mille sfumature. Me ne sono reinnamorata e mi sono chiesta come fossi riuscita, per diversi anni, a fare a meno di quello spettacolo.

A vent’anni ho rivisto Livigno come lo avevo visto la prima volta, quando di anno ne avevo solo uno, e i sentieri li percorrevo comodamente sdraiata sul mio passeggino.

Un luogo del cuore ❤️ così amo definirlo. Un luogo in cui le persone sono abituate al freddo, ma hanno il cuore caldo. Persone che ti aiutano, che non ti negano mai un saluto, una parola o semplicemente un sorriso.

Persone come Manu, che gestisce insieme a sua madre l’Hotel Croce Bianca, quello in cui soggiorniamo sempre e che per noi è ormai diventato un ritrovo tra amici, dove la montagna la senti, la vivi e la assapori.

Livigno, un posto in cui il tempo sembra fermarsi, in cui io mi sento un’eterna bambina nel suo parco giochi preferito, un posto che non cambierei per nulla al mondo.

Sophia Schippa

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