In evidenza

Benvenuti! Mi presento

Ciao a tutti!

Se siete qui molto probabilmente siete amanti dell’avventura e dei viaggi… proprio come me =)

Mi chiamo Sophia, ho 22 anni e una grandissima passione: girare il mondo alla scoperta di luoghi bellissimi e unici nella loro diversità.

Sono da poco laureata in mediazione linguistica e interculturale all’Università la Sapienza di Roma e sto continuando il mio percorso di studi con una laurea magistrale in giornalismo, ma cerco di coniugare lo studio con la mia grande passione del viaggiare e del turismo.

Studio a Roma, come vi dicevo poco fa, e adoro girare per la città eterna, che ha sempre da offrire scorci nuovi tutti da scoprire, però sono umbra e il mio accento non lo nasconde…

Sono nata in un piccolo paese in provincia di Perugia e amo tornare il più spesso possibile a casa dalla mia famiglia… oggi vi scrivo proprio da casa =)

Penso che le origini siano importanti, sia quelle familiari che quelle territoriali, ma molto spesso, ci rendiamo conto solo crescendo della bellezza e delle particolarità della nostra regione… o almeno così è successo a me. Da piccola non vedevo l’ora di emigrare verso la grande città, mentre ora riscopro giorno dopo giorno la bellezza di Perugia e di tanti piccoli borghi umbri.

Sono felice di poter condividere con voi le mie gite e i miei viaggetti e spero che vi divertirete =)

SophiaIMG_4550.JPG

Annunci

Zagabria: la città che non ti aspetti

Tra realtà e leggenda

Questo 2019 mi ha portato in Croazia e, in particolare, nella sua capitale.

Lo confesso, Zagabria non era una delle mete che sognavo da una vita o che desideravo scoprire ardentemente, anzi a dire la verità non la conoscevo proprio.

Eppure credo che la cosa principale sia non farsi precludere la scoperta. Non farsi bloccare dai pregiudizi, ma essere pronti a scoprire e farsi sorprendere.

Questo è successo a me.

La guida inoltre è stata un grande plus: una ragazza giovane, molto preparata e capace di raccontarci tanti aneddoti interessanti, che destano curiosità e attenzione.

Io, come lei, cercherò di presentarvi Zagabria in maniera divertente, raccontandovi i suoi simboli: streghe, cravatta e cuore.

Come tutti noi sappiamo, per secoli in Europa c’è stata una vera e propria caccia alle streghe, perché le donne erano spesso una minaccia a quello che doveva essere l’unico genere dominante, il maschile.

Le donne non potevano studiare, non potevano trovare un impiego diverso dall’essere casalinghe e proprio per questo venivano spesso additate come streghe e costrette ad una morte al rogo o dopo una lunga tortura.

A Zagabria è possibile osservare un vero e proprio acchiappa streghe 🧙🏻‍♀️ che si erge sopra la porta d’ingresso alla Città Alta.

Sì, perché una particolarità di Zagabria è proprio l’essere divisa tra città Alta e città Bassa, che sono collegate, oltre che da strade, anche da una funicolare.

L’acchiappa streghe serviva a intercettare le streghe in volo e a farle schiantare a terra.

Ma quali sono le caratteristiche che fanno riconoscere una vera strega?

Una strega deve sapere leggere e scrivere, pesare meno di 60 kg, altrimenti non potrebbe volare, avere occhi e capelli scuri, avere un neo vicino alla bocca o al naso e saper nuotare.

Sapete qual è una delle prove a cui le presunte streghe venivano sottoposte?

Le si gettava nel fiume Sava, a Zagabria, e se affogavano non venivano considerate streghe, mentre se sapevano nuotare, questa era la conferma della loro anima malvagia.

Insomma, in un modo o nell’altro queste povere ragazze erano destinate a perdere la vita, anche dopo ore ed ore di tortura sopra sedie piene di spilli.

Ma non voglio indignarvi troppo, a Zagabria non ci sono solo streghe e atrocità, ma anche curiosità e tanto amore.

Ad esempio ci sono le cravatte.

Sì, perché la cravatta nasce proprio in Croazia e, se non lo sapete, ve lo farà intuire un negozio lungo la strada verso la città alta, che ne ha una enorme esposta all’esterno.

Questo indumento venne ideato dai soldati croati, che avevano delle divise di un colore troppo simile a quello dell’esercito francese. Così, proprio per non confondersi, si fecero cucire dalle mogli questo accessorio da indossare intorno al collo, che divenne poi di tendenza.

Ultimi, ma non meno importanti, ci sono i cuori, sia quelli di pan di zenzero, sia quelli di plastica o ceramica, sia i vostri che verranno completamente rapiti dalla bella e tranquilla capitale croata.

Li chiamano Licitar, originariamente erano fatti di farina e venivano donati ad amati e amici come regali per le occasioni speciali, quando i soldi scarseggiavano, mentre la farina e l’acqua c’erano sempre in abbondanza.

Questi cuori oggi sono spesso degli oggetti decorativi o anche dei peluche e la loro particolarità è quella di avere un piccolo specchietto al centro.

Perché mai? Vi chiederete.

Il motivo è dolcissimo: perché attraverso lo specchio il cuore del donatore si può riflettere in quello del ricevente. Questa cosa mi ha davvero sorpresa, un oggetto così semplice, all’apparenza così umile, ma con un significato così profondo.

Insomma, non si può certo dire che Zagabria sia una città noiosa o convenzionale e come se ciò non bastasse, vanno ricordati i mercatini di Natale zagabresi, oltre che il mercato che si svolge tutte le mattine in città.

Nel periodo natalizio Zagabria si anima, probabilmente anche di turisti, perché i suoi mercatini sono così caratteristici e la città così piena di luci, che per tre anni consecutivi è riuscita ad aggiudicarsi il titolo di miglior mercatino di Natale d’Europa ed è stata messa fuori concorso per ben cinque anni.

Da grande appassionata di mercatini natalizi e luminarie devo dire che sto meditando una gita a Zagabria proprio in quel periodo, ma non spargiamo troppo la voce, altrimenti non ci sarà più posto neanche per camminare tra le caratteristiche stradine del centro.

Sophia @travel__addictw

Sunshine Blogger Award

Inaspettatamente, appena rientrata da un viaggio a Malta, ho ricevuto la nomination al Sunshine Blogger Award dagli amici del blog e della pagina instagram https://usalavaligia.com e anche dagli amici di @vedi_dove_vado

Inutile dire che lo stupore, così come la soddisfazione, sono stati forti e ho deciso di rispondere sia qui, che su Instagram, alle domande che mi sono state poste.

Cos’è il Sunshine Blogger Award?

So che vi starete chiedendo cos’è questo riconoscimento e sinceramente, fino all’anno scorso, neanche io lo conoscevo.

È un’iniziativa molto carina e innovativa che coinvolge in prima persona i Blogger, piccoli, grandi, medi, giovani, storici, questo non importa.

Non c’è una giuria che li valuta, né un personaggio autorevole che decide quale sia il migliore.

Sono gli stessi blogger che in modo totalmente spontaneo decidono di nominare altri blogger, secondo loro meritevoli di ricevere questo riconoscimento virtuale, ma non per questo meno significativo.

Potrete immaginare, perciò, la mia soddisfazione nel sentirmi apprezzata da altri due blogger e instagrammer che ammiro molto e che seguo volentieri.

Inoltre, ogni persona che viene nominata fa a sua volta le sue nomination, scegliendo da 5 a 10 blogger che stima.

Le mie nomination

Siete curiosi di conoscere le mie nomination?

Eccole qua:

https://travelguidegratis.wordpress.com/ @martina _traveller_

https://usalavaligia.com @usalavaligia

http://poshbackpackers.altervista.org/da-chiang-mai-a-chiang-rai-in-giornata/ @posh_backpackers

http://www.sentichiviaggia.it/ @sentichiviaggia

https://www.zainivagamondi.it/ @camomilla1985

https://www.mivado.it/ @_mivado_

Sei blogger che amo e con cui condivido una grandissima passione: quella per i viaggi.

E adesso siete curiosi di scoprire le domande che ho scelto per loro?

Ecco le mie domande

1- Qual è stato il vostro ultimo viaggio?

2- Qual è stato il vostro primo viaggio?

3- Qual è il luogo che sognate di visitare?

4- C’è stata una meta che ha deluso le vostre aspettative?

5- Da dove nasce la vostra passione per i viaggi?

6- Qual è l’episodio più buffo che vi è successo in viaggio?

7- Qual è il vostro mezzo di trasporto preferito? (aereo, treno, camper, automobile…)

8- Qual è il piatto più buono che avete assaggiato in viaggio?

9- Qual è la vostra compagnia migliore in viaggio?

10- Siete maniaci della programmazione o amate improvvisare in viaggio?

Ma adesso tocca a me

Le mie risposte

Inizio con il rispondere agli amici di @usalavaligia

1-Perché avete iniziato a scrivere il blog?

Ho iniziato la scorsa estate, quando mi sono resa conto che la mia passione per i viaggi stava crescendo giorno dopo giorno e che non condividerla con altre persone sarebbe stata una perdita. Una perdita di esperienze, una perdita di arricchimento, una perdita di consigli e di preziosi confronti.

Avevo da poco aperto la mia pagina Instagram, quando ho capito che lì non sarei riuscita a parlare lungamente (sì, perché io sono davvero prolissa) delle mie esperienze, dei miei viaggi, perché le caption troppo lunghe sono quelle che nessuno legge e perché le stories durano troppo poco per poter raccontare tutto nei dettagli.

E allora eccomi qui, nonostante non abbia grandi nozioni di blogging, e so che si vede 🙈, ho deciso di intraprendere questa avventura, perché credo fermamente nel motto “Volere è potere”.

2- Qual è la città in cui avete lasciato il cuore e quale vi ha deluso e perché?

Di città che mi sono piaciute ce ne sono tantissime e tutte mi hanno lasciato qualcosa dentro.

Ma se dovessi sceglierne due direi Londra e New York.

Londra, perché da bambina ho sognato con tutto il cuore di scoprirla e perché per me Londra era sinonimo del mio amato Harry Potter e, devo dire, quando ci sono andata non sono rimasta delusa, anzi, mi ha affascinata.

New York perché è la grande mela, la città che non dorme mai, la metropoli che ho ammirato in miliardi di film e che ho desiderato con tutto il cuore di conoscere e quando ci sono arrivata ero così felice, quasi non mi sembrava vero.

Il suo skyline incredibile, Times Square e che dire del negozio gigante degli M&M’s?

Sogno di tornarci nel periodo natalizio per poter godere a pieno dell’atmosfera stupenda che lì si respira in quei mesi.

3- Avete un aneddoto divertente che è accaduto durante i vostri viaggi?

Ne ho un paio.

Uno di qualche anno fa, quando ero in vacanza con la mia famiglia in Spagna.

Eravamo in un hotel molto bello e grande, con un buffet davvero ben fornito e in cui veniva cotta la carne al momento.

Mia mamma accompagnava mio fratello, ancora piccolo, quando al banco della carne un cameriere iniziò a dirle “Es porco, es porco” cercando di spiegarle che era carne di maiale.

Lei, però, non conoscendo bene lo spagnolo, pensava le stesse dicendo in italiano “È sporco, è sporco”.

E si chiedeva come fosse possibile che un hotel così grande e apparentemente così bello potesse essere sporco ma soprattutto perché il cameriere lo dicesse tranquillamente a tutti i clienti.

Ci abbiamo riso per parecchio tempo 😂

Il secondo episodio risale al mio ultimo viaggio a Malta.

Eravamo in una barchetta, molto piccola, che da Cirkewwa ci avrebbe portate alla Blu Lagoon, quando il ragazzo che era al timone inizia a procedere in maniera spericolata e l’acqua ci bagna da ogni parte 🙈

Eravamo zuppe e, come se non bastasse, non riuscivamo neanche a spostarci, tanto piccola era la barca.

4- Cosa non deve assolutamente mancare in tutti i vostri viaggi?

Nei miei viaggi non manca mai una guida turistica cartacea che acquisto sempre prima di partire e che consulto prima della partenza per aiutarmi nella progettazione dell’itinerario e che leggo spesso anche quando sono in aereo, in treno o in autobus.

Un’altra cosa che non manca mai sono i magneti, ne compro uno per ogni posto che visito e poi li riporto tutti a casa. Ne ho tanti da non sapere più dove metterli.

5-Quali sono le vostre paranoie pre-partenza?

Bella domanda questa.

Le mie sono: avrò preso tutto? Sono in orario o sono in ritardo? Funzionerà internet? La meta sarà all’altezza delle mie aspettative?

6-Avete mai incontrato persone in viaggio con le quali siete rimaste in contatto?

Quando ero piccola mi è successo di conoscere una bambina al mare e, grazie anche all’aiuto dei nostri genitori, siamo rimaste in contatto per qualche tempo scambiandoci gli indirizzi e mandandoci cartoline di auguri per Natale e per compleanni. Purtroppo però, dopo qualche tempo siamo cresciute e ci siamo perse di vista.

Qualche anno dopo ho conosciuto un’altra bambina in montagna, parlavamo molto e sciavamo spesso insieme, ma finita la vacanza non siamo rimaste in contatto.

Ora però, grazie a Instagram, ai social network in generale e anche grazie alle email e a Whatsapp credo sia davvero più facile fare nuove amicizie in viaggio e non perdersi di vista poi.

7-Avete mai avuto problemi con la lingua?

Finora no. Parlo abbastanza bene l’inglese e se vado in paesi in cui si parla questa lingua riesco a cavarmela. Anche quando sono stata in Ungheria e in Repubblica Ceca non ho avuto problemi.

Però non sono mai stata in Oriente, lì credo che comunicare sia un po’ più problematico.

8- Vi siete mai dimenticati di qualcosa di essenziale?

In viaggio no, anche grazie a mia mamma che spesso prima della partenza mi chiede più volte se ho preso tutto ciò che mi serve.

Ma diverse volte quando parto per Rona per motivi di studio, preparando la valigia all’ultimo secondo, mi scordo il pigiama.

Non so perché, ma è una cosa che dimentico facilmente.

9-Qual è stato il viaggio più costoso e quale quello più economico?

Il viaggio più costoso sicuramente quello dello scorso anno tra New York, le Cascate del Niagara e Boston.

Abbiamo prenotato tardi, i voli erano già abbastanza costosi e poi stando fuori 15 giorni e passando quasi una settimana a New York, una città abbastanza cara, le spese sono state alte.

Il più economico invece direi gli stage che organizzava il liceo linguistico che ho frequentato.

Un anno siamo stati a Cannes, abbiamo visitato diversi posti circostanti, abbiamo soggiornato in famiglia spendendo davvero poco e di mattina abbiamo studiato francese in una scuola.

10- Avete mai avuto disavventure durante il tragitto per raggiungere la vostra destinazione?

Disavventura per raggiungere una destinazione, no.

Ma mi è capitato, al ritorno da una settimana in Austria di dover prendere un taxi che mi avrebbe dovuto portare alla stazione.

Ero sola, avevo prenotato il taxi due o tre giorni prima, ma mi sono ritrovata la mattina della partenza senza credito e con il taxi che non arrivava.

Tramite il Wi-Fi dell’hotel, prima di uscire, sono riuscita a spiegare il problema a mia mamma che era a km e km di distanza e che ha fatto l’unica cosa che poteva fare, la ricarica.

Per fortuna però il taxi poi è arrivato e sono riuscita a tornare a casa senza intoppi.

11- C’è un “errore” che dite di non voler fare più ogni volta che tornate da un viaggio e invece ripetete sistematicamente?

Ogni volta mi riprometto di viaggiare più leggera e di lasciare a casa tutte le cose che alla fine si rivelano inutili e che rimangono chiuse in valigia, ma puntualmente ripeto lo stesso errore.

12- Vi è mai capitato di viaggiare con la comitiva sbagliata?

Mi capita spesso.

Ma confesso che io in viaggio non sono la compagna ideale.

Il mio difetto, o pregio non saprei, è quello di voler cercare di vedere il più possibile del posto che visito, anche se questo significa camminare tanto, svegliarsi presto di mattina, arrivare a sera morti, mangiare un panino al volo.

Purtroppo non tutti condividono questa filosofia e, spesso, soprattutto quando viaggio con amiche, mi sembra di perdere tempo passando un’ora seduta ad un bar o uscendo dall’hotel troppo tardi, almeno per i miei standard.

E ora rispondo volentieri agli amici di https://instagram.com/vedi_dove_vado?igshid=i8jhhbw8lwni @vedi_dove_vado

1- Il vostro prossimo viaggio dove vi porterà?

È una domanda a cui non mi piace molto rispondere perché sono molto scaramantica.

Però diciamo che, se tutto andrà bene, farò un mini viaggetto in una regione vicino alla mia.

2- Stagione preferita per partire?

Primavera e autunno, soprattutto se parto per visitare un paese o una città.

Sono periodi meno affollati e con la temperatura giusta per poter camminare e scoprire un luogo.

3- Aereo, treno o macchina?

Macchina per la libertà che offre di raggiungere qualsiasi luogo a qualsiasi ora.

Ma chi mi conosce sa che io amo il treno.

So che probabilmente sarò l’unica sulla faccia della terra, ma se si tratta di spostarmi in giro per l’Italia io scelgo spessissimo il treno, nonostante tutti i problemi, innegabili e palesi, delle nostre ferrovie.

4- Il viaggio dei vostri sogni?

Il mio viaggio dei sogni è sicuramente l’Australia, una terra che sogno di visitare da tempo, ma che per il momento è troppo lontana e troppo costosa, così che rimarrà un sogno ancora per un po’.

5- Quali app usate per le vostre storie?

Per ora uso StoryArt, per trovare qualche grafica carina e CutStory che mi permette di tagliare i video per renderli della lunghezza adatta alle stories di Instagram.

6- Un aneddoto divertente relativo ad un viaggio fatto?

Ripropongo i due aneddoti in Spagna e a Malta detti sopra.

7- Piatto tipico migliore che avete mangiato?

Direi sicuramente il gulasch e pensate che io non vado neanche matta per la carne.

Anche la paella è una vera delizia secondo me.

8-Prenotate molto tempo prima i vostri viaggi o siete più da ultimo minuto?

Vorrei imparare a prenotare con largo anticipo, perché indubbiamente si risparmia parecchio, ma alla fine per un motivo o per un altro non lo faccio mai.

Finisco sempre per prenotare tre o quattro mesi prima al massimo.

9-Capitale europea preferita

Dico Londra perché è una città che mi piace particolarmente, ma Praga non è assolutamente da sottovalutare, anzi mi ha stupita parecchio.

E non scordiamoci della nostra città eterna, che da tutto il mondo ci invidiano.

10- Vi piacerebbe un biglietto solo andata?

Bella domanda.

Non credo che vorrei un biglietto solo andata, mi piacerebbero tanti biglietti prenotati per i prossimi mesi, ma tutti con il ritorno fissato, magari dopo 10-15 giorni così da poter comunque fare un lungo viaggio.

Grazie per avermi nominata, spero che le risposte vi siano sembrate interessanti e mi auguro che questo sia solo l’inizio di tanti altri articoli, viaggi e avventure di vivere insieme.

Livigno: welcome in winterland

Dopo tanti anni sono tornata a Livigno durante la stagione invernale e ho rimesso gli sci ai piedi ⛷

Oltre le tantissime piste da sci e snowboard e i tanti km di fondo, chi sceglie Livigno sa di poter contare anche su una quasi infinita gamma di negozi e su punti di ristoro di indiscussa qualità.

Vi racconto la mia esperienza livignasca!

Dove soggiornare

Hotel Croce Bianca è una garanzia: a due passi dal centro di Livigno e dalle piste, fornisce camere sempre calde, pulite ed ospitali.

E vogliamo parlare della cucina?

Teresa e Manuela, mamma e figlia che gestiscono l’albergo, sono bravissime e molto attente nella scelta delle materie prime, nonché nel fornire un menù sempre variegato e ricco di specialità locali, prima fra tutte i pizzoccheri, che preparano divinamente.

Non mancano un parcheggio privato e un distributore proprio di fronte all’hotel dove poter fare il pieno, tra l’altro ad un prezzo agevolato, prima di ripartire verso casa.

L’aria che si respira è molto familiare e montanara.

Certo se siete alla ricerca di grande lusso e di una spa, allora forse non troverete quello che fa al caso vostro, ma l’atmosfera è davvero autentica.

Dove mangiare a Livigno

Si sa, dopo una bella sciata al freddo la pancia brontola e c’è bisogno di ricaricarsi per le prossime discese.

Per fortuna a Livigno non si rischia di restare a stomaco, tutt’altro.

Avrete l’imbarazzo della scelta, per questo ho pensato di presentarvi qualche posticino che ho testato e dove tornerò volentieri.

Latteria di Livigno

Il primo posto che mi sento di consigliarvi è la Latteria di Livigno.

Facilmente raggiungibile con un sentiero super agevole e totalmente pianeggiante che fiancheggia lo Spöl (fiume di Livigno), è aperta fino alle ore 19 e gode di una bellissima terrazza panoramica dove si può consumare un pasto completo o semplicemente sedersi su una sdraio e gustare un buonissimo yogurt o un gelato preparato con il latte livignasco.

D’estate, se si vuole fare uno spuntino veloce, senza però entrare in latteria, si può comprare un gelato dallo stand che viene allestito e poi continuare la passeggiata che, durante la bella stagione, conduce al lago livignasco.

E se invece si volesse mangiare in alta quota?

Bè allora non posso che consigliarvi La Costaccia.

Rifugio ristorante Costaccia

All’esterno bar e caffetteria con una vista da sogno 😍 nonché proprio a ridosso degli impianti e delle piste, perciò comodissimo per un break tra una discesa e l’altra, mentre all’interno ristorante a tutti gli effetti con ottimi taglieri di salumi e formaggi.

Non perdetevi la torta alle noci, ne preparano una spettacolare 😋

Se però siete alla ricerca di un ambiente più raffinato in paese, dove poter fare un break dallo shopping o dove trascorrere una serata romantica o con amici allora dovete assolutamente passare al Bivio cantina e bistrot.

Bivio cantina e bistrot

Ambiente raffinato e cibo di alta qualità proprio al centro di Livigno.

Al Bivio l’attenzione al cliente è massima, così come la raffinatezza. L’aperitivo è curato allo stesso modo del locale, dove si può sorseggiare una bevanda calda dopo una giornata di sci.

I prezzi sono medio-alti ma, si sa, la qualità si paga e mangiare in uno dei più eleganti, se non il più, di Livigno ha il suo prezzo.

Cercate invece un posto a due passi dalle piste e con un ottimo rapporto qualità/ prezzo?

E allora Lovin Livigno è ciò che fa per voi.

Lovin Livigno

Un ristorantino nuovo e dallo stile fresco e giovanile praticamente sotto le piste da sci e perciò comodissimo per tutti gli amanti degli sport invernali.

Pietanze per tutti i gusti: dai tipici pizzoccheri o polenta, fino alla lasagna alla bolognese o alle buonissime permette con zucchine e speck.

Prezzi modici ma qualità garantita e porzioni abbondanti, ciò che ci vuole per ricaricarsi di energie e calorie.

Insomma vi ho incuriosito, o meglio, vi ho fatto venire l’acquolina in bocca?

Andate a Livigno e non ne rimarrete delusi 😘

Sophia Schippa

A spasso per Roma

Ci avete mai pensato a quanto corriamo? A quanto la nostra vita sia scandita da ritmi serrati, da lezioni, appuntamenti, eventi, treni da prendere?

Tante volte io non ci penso, talmente sono immersa in questo serrato e continuo tram tram.

Eppure è stato nel momento esatto in cui ho deciso, dopo tanto, troppo, tempo di farmi un giretto nel centro della città che da 4 anni mi ospita, che mi sono resa conto di come a forza di correre, presa e pressata da università, esami, scadenze, montagne di pagine da studiare e treni che mi riportano dritta a casa mia, mi sto perdendo tanta bellezza e un luogo di cui sono perdutamente innamorata, fin dal primo giorno in cui ci ho messo piede.

Sì, perché Roma per me è magica, l’ho scelta come mia seconda casa e, pur non essendoci nata, la sento un po’ anche mia.

Eppure mi piace guardarla con gli occhi da viaggiatrice, non con quelli di chi ci abita, che spesso non riesce più ad apprezzare la maestosità del Colosseo e la grandezza di San Pietro, preso com’è ad arrabbiarsi per gli autobus che non passano mai, il traffico opprimente e i mille difetti che questa stupenda città effettivamente ha.

Quante volte vivere in un posto ci porta a banalizzarlo? A non apprezzarne più l’unicità?

A me purtroppo succede, anche se è una cosa contro la quale sto cercando di combattere.

Roma non ha nulla di banale, Roma può offrire così tanto: dal cibo, alla storia, agli spettacoli teatrali, alle mostre, che forse non basterebbero anni per dire di aver visto tutto e di conoscerla bene.

Eppure c’è un luogo che per me è speciale, il mio preferito nel cuore di Roma: la Terrazza delle Quadrighe.

Si trova esattamente sopra il Vittoriano, vi si può accedere pagando un biglietto di 7€ e credetemi lo spettacolo merita davvero.

Una vista a 360 gradi sulla città e quindi anche sui Fori e sul Colosseo che sono solo a pochi metri di distanza.

Un posto dove rifugiarsi, dove pensare o dove ammirare, perché no, le luci del tramonto che colorano il cielo e Roma di sfumature incredibili.

Ecco dove vorrei essere ora: ad ammirare quello spettacolo sulla terrazza, circondata da qualche turista inglese, americano, francese o giapponese, a riscoprire la città in cui abito anche attraverso i loro occhi.

Sophia Schippa

Venezia dall’alto: dove, come e perché

Venezia… scrivere di un posto così meraviglioso può sembrare banale e inutile, visto quanto è già stato scritto.

Eppure penso che Venezia sia una di quelle città che non si conosce mai fino in fondo, che può sempre sorprenderci e che ha ogni volta qualcosa di nuovo da offrire.

Proprio per questo vorrei parlarvi di un aspetto particolare della perla della laguna veneta: le viste dall’alto.

Se un po’ avete imparato a conoscermi sapete già quanto io ami ammirare le città che visito anche dall’alto.

Forse sarà perché mi è sempre piaciuto uscire dagli schemi e non essere imbrigliata in regole e codici fissi, forse sarà perché credo che due punti di vista siano sempre meglio di uno, forse sarà perché le città che visito cerco di conoscerle il più possibile e non mi accontento di camminarci attraverso, ma mi piace ammirarle quasi dall’esterno, come se le sorvolassi con un elicottero.

Insomma, non so quale sia il vero motivo, ma ogni qual volta ci sia una torre, una terrazza panoramica o un campanile io ho una irrefrenabile voglia di scalarli per godere della vista da lassù.

In questi tre giorni veneziani non mi sono accontentata di un solo punto panoramico, ne ho visitati ben quattro.

SCALA CONTARINI DEL BOVOLO

Davvero troppo poco conosciuta e quasi deserta, almeno quando ci sono stata io, eppure architettonicamente super interessante, è un bel modo per avere un primo approccio con la città e con il famosissimo campanile di San Marco.

La prima volta che ho visto San Marco è stato proprio da lassù.

Probabilmente non sarà la vista migliore tra le quattro, però è davvero interessante e molto meno affollata e ciò è sicuramente un bene, soprattutto se volete scattare qualche foto.

Inoltre, Scala Contarini del Bovolo vi mostra la città più autentica, la Venezia dei Veneziani: con tetti di case addossate le une alle altre, finestre aperte e panni stesi.

E tra l’altro questa scala non è solo un buon punto di vista sulla città, ma un vero e proprio gioiellino.

La scala a chiocciola (in veneziano “Bovolo”) in stile tardo gotico fu costruita alla fine del Quattrocento come aggiunta al preesistente palazzo. Fortemente voluta da Pietro Contarini, sembra sia stata realizzata dall’artigiano veneziano Giovanni Candi che si occupò anche della costruzione delle logge, quattro, che potessero ben collegarla al palazzo.

All’interno della costruzione, oggi proprietà dell’I.R.E. (Istituzioni di Ricovero e di Educazione) vengono allestite mostre temporanee in genere a cura della stessa associazione.

L’ingresso è gratuito fino ai 12 anni, ridotto (6€) dai 12 ai 26 e per gli over 65 e intero (7€) per le altre categorie.

La salita non è faticosa, ma può essere un po’ fastidiosa a causa della scala a chiocciola, però basta semplicemente fermarsi qualche secondo nelle logge tra una rampa e l’altra, per poi ripartire senza problemi.

LOGGIA DEI CAVALLI

Se mi chiedeste quale tra i punti panoramici ho preferito vi direi senza esitazioni: la loggia dei cavalli.

Non per l’altezza, decisamente inferiore a quella del campanile, e a dirla tutta neanche per i cavalli, che seppur bellissimi non sono stati al centro della mia attenzione durante la visita.

Piuttosto per questo

Sono rimasta senza fiato, davvero senza fiato, quando dopo pochi passi verso la mia sinistra mi sono trovata davanti questo spettacolo.

Mi direte “Ma non l’avevi già visto dal basso prima di entrare in Basilica?” Ovvio che sì, eppure è stato come se non mi aspettassi di ritrovarlo, così bello, dalla loggia.

Sarà che il mare, anche se in fondo preferisco la montagna, mi mette comunque di buon umore, soprattutto in inverno, o sarà che questa piazza con il leone che campeggia in cima ad una colonna e incorniciata da due palazzi così orientaleggianti, mi ha fatto davvero innamorare… insomma non so quale sia stato il vero motivo, ma questa loggia ha superato qualsiasi aspettativa.

Oltre alla splendida vista sulla laguna, la loggia affaccia ovviamente anche sulla parte centrale di piazza San Marco sempre piena di turisti e ospita, come è intuibile dal nome, quattro cavalli.

La statua equestre originale è visibile nella parte interna della loggia (dove non è possibile fare fotografie) e probabilmente fu trasportata a Venezia da Costantinopoli agli inizi del 1200 e dovrebbe risalire all’inizio del III sec. a. C.

I cavalli che troviamo nella terrazza sono invece copie in bronzo dorato.

Il biglietto d’ingresso alla loggia dei cavalli e anche al piccolo museo interno che ospita le statue originali, capitelli, elementi d’arredo, disegni e modellini della basilica costa 5€, ma sono disponibili riduzioni.

Per quanto riguarda la salita: gli scalini non sono molti, visto l’altezza non troppo elevata, ma a dir la verità sono molto alti e non troppo comodi, quindi massima attenzione se viaggiate con bambini o anziani.

Una cosa, però, è assicurata: la scomodità è compensata da una vista mozzafiato.

CAMPANILE DI SAN MARCO

Il campanile di San Marco si presenta come una torre a pianta quadrata che tocca i 99 m di altezza.

Utilizzato anticamente come faro per i marinai, fu eretto per la prima volta nel XII secolo, ma venne edificato nella forma che oggi conosciamo nel Cinquecento.

La cella campanaria ospita cinque campane, la più grande delle quali è ancora originale perché sopravvissuta al crollo del campanile del 1902, le altre, andate distrutte, sono state sostituite con delle copie.

E adesso arriva la bella notizia per i pigroni o per tutti coloro che hanno difficoltà a salire scale: non ci sono scale da salire.

Un comodissimo ascensore in pochi secondi ci trasporta direttamente in cima al campanile e da lì la vista sulla laguna è davvero davvero meritevole.

Una visuale a 360 gradi: nord, sud, ovest, est da un’altezza di tutto rispetto.

E poi, secondo me, già solo per ammirare dall’alto la fascinosissima piazza che sovrasta, varrebbe una visita.

Ma volete un altro motivo che vi spinga a pagare il biglietto e a sopportare le file che, nei periodi di alta stagione, sembrano essere molto lunghe?

Bene, ve ne do altri tre:

1- qui Galileo Galilei utilizzò per la prima volta il suo cannocchiale e una bella targa esposta proprio sulla cella campanaria ricorda a tutti i turisti la formidabile invenzione

2- qui parte il famosissimo volo della colombina che ha luogo la domenica precedente al giovedì grasso e che termina nella loggia del Palazzo Ducale

3- proprio da qui è possibile telefonare a casa.

Sì, avete letto bene.

Lo so fa molto “Chi vuol essere milionario” e forse è anche un po’ retrò, ma mi dispiace davvero di non averlo immortalato: una cabina telefonica permette di fare una chiamata ad alta quota e in effetti, considerando che tantissimi sono i viaggiatori provenienti dall’altra parte del mondo, può essere una bella idea per permettere loro di telefonare a casa da una location fascinosissima.

Vi ho convinto a salire?

Se sì, vi fornisco qualche utile informazione riguardo al prezzo: il costo del biglietto intero è di 8€, sono disponibili riduzioni per gli under 18, gli over 65 e per i gruppi.

FONDACO DEI TEDESCHI

Fondaco dei Tedeschi è sicuramente molto più conosciuto come centro di shopping di lusso, piuttosto che come punto panoramico.

Vi dico la verità: anche io l’ho scoperto per caso.

Le persone del posto hanno quasi sempre una marcia in più nella conoscenza della propria città ed è stata proprio una ragazza veneziana a consigliarmi questa vista, a mio parere davvero davvero meritevole e completamente gratuita, a meno che non vi facciate tentare dai bellissimi ed extra lusso capi d’abbigliamento che trovate nei piani sottostanti, ma questa è un’altra storia.

La vista è a 360 gradi sui tetti e sui canali veneziani e la prenotazione è fortemente consigliabile, soprattutto nei periodi di alta stagione.

Infatti la terrazza, essendo realizzata sul tetto dell’edificio, può ospitare per motivi di sicurezza un massimo di 80 persone alla volta.

La visita può durare al massimo 15 minuti e si può prenotare sia online (al massimo 15 giorni prima), sia tramite gli iPad posti al terzo e quarto piano del centro commerciale.

Per quanto mi riguarda, essendo stata a Venezia in un periodo di bassa stagione, sono riuscita a salire senza prenotazione facendo praticamente quasi 0 fila, ma vi sconsiglio vivamente di rischiare.

La salita è agevolissima: si arriva al quarto piano in ascensore, per poi salire solo pochi gradini e ritrovarsi nella terrazza.

La cosa che mi è piaciuta di più?

Che, come nel caso della loggia, si tratta di una vera terrazza, quindi niente grate, niente colonne, niente reti ad ingabbiare e “allontanare” il paesaggio, in più, essendo costruita proprio sul tetto, ha una dimensione quasi di mansarda con vista, come se fossimo sul tetto di casa nostra e potessimo godere di un paesaggio che va dai canali alle montagne.

Ottimo esempio di rinnovamento di un antico edificio che sin dalle origini era un importante centro di commercio e che ha ospitato opere di maestri del calibro di Giorgione e Tiziano.

Insomma, Venezia è stupenda in ogni suo angolo: San Marco, Rialto, il Ponte dei Sospiri, la laguna, i battelli, le gondole, le maschere… Ma se volete godere della città da un’altra prospettiva, così da poterla apprezzare e conoscere di più, allora vi consiglio di prendere in considerazione una scalata in uno di questi edifici.

Sophia Schippa

Non solo viaggi

Viaggiare ti fa crescere, viaggiare ti fa evadere, viaggiare ti fa conoscere, viaggiare ti forma….

La chiamano “wanderlust”, questo bisogno quasi viscerale di partire, di conoscere, di errare nel vero senso della parola.

Nasce così, quasi di colpo, quasi inaspettatamente, quasi senza un perché.

Se mi chiedessero da quando o perché ho iniziato davvero a viaggiare, farei fatica a spiegarlo…. non saprei.

Forse viaggio da sempre, da quando con i cartoni sognavo di vivere insieme a Cenerentola, di conoscere i Sette Nani o di abitare con i Flintstones.

Forse viaggiavo quando, ancora piccola, leggevo insieme a mamma i libri di Harry Potter sognando che esistesse davvero un mondo magico e sperando che arrivasse anche per me la celebre lettera da Hogwarts.

Forse viaggiavo già quando al mare, da ragazzina, amavo stare ore a fare il bagno, giocando con le onde e riflettendo ore e ore sola, con un grande senso di relax e di tranquillità.

Forse viaggiavo quando chiusa dentro la mia stanza ascoltavo la musica ad alto volume e mi nascondevo tra le parole di Tiziano Ferro, perché probabilmente la realtà intorno a me non era proprio come io la desiderassi.

Sicuramente ho sperato di viaggiare quando ho visto la mia famiglia, quello che avrebbe dovuto essere il mio porto sicuro, sgretolarsi (o almeno così mi sembrava in quel momento) con la separazione dei miei genitori.

In quel momento sognavo e mi auguravo di viaggiare dappertutto, qualunque luogo sarebbe stato quello giusto e un viaggio l’ho fatto davvero…

Forse provvidenziale, sicuramente benefico, indubbiamente il viaggio che a quell’età sognavo più di tutti: Parigi e Londra.

Non ero felice, non potevo esserlo davvero in quel momento, eppure avete presente una boccata d’aria fresca proprio quando vi sentite soffocare?

Ecco… per me è stato senza dubbio questo.

Con gli occhi di una dodicenne, ancora troppa piccola per capire davvero tutto quello che stava vivendo e vedendo, ma ormai troppo grande per non accorgersi di ciò che stava accadendo intorno a lei, ho iniziato la mia scoperta del mondo al fianco di quelli che per me erano, sono e saranno sempre due pilastri, i miei nonni.

Voglio parlare con grande sincerità, non certo per vittimismo, quanto per realismo e per non illudere nessuno, neanche una singola persona che potrebbe leggere queste mie parole trovandosi in una situazione simile a quello in cui mi trovavo io: in certe situazioni viaggiare non è facile.

Le separazioni non spezzano solo un amore, ma a volte, troppo spesso, hanno ripercussioni sulla vita di tutta la famiglia, compresi i figli.

A volte si vorrebbe fare tanto, tutto, ma ci si sente impotenti, soprattutto se si è nell’età dell’adolescenza o della preadolescenza.

Viaggiare comporta spese, comporta programmazione, comporta consensi e accompagnatori, se si è ancora troppo piccolo per partire da soli.

E questo non sempre è possibile.

A tutti voi, però, voglio dire: non abbattetevi.

Non smettete mai di sognare, di crederci, di sperare.

Se oggi non è il momento giusto, domani potrà esserlo.

Non smettete di viaggiare prima di tutto con la vostra fantasia, di progettarli i vostri itinerari dei sogni.

Tutto il resto arriverà.

Di difetti ne ho tanti, tantissimi, eppure sono convinta di avere un grande pregio, un pregio che se non avessi avuto mi avrebbe precluso tante opportunità e tante strade: la determinazione.

Tante, troppo volte, mi sono sentita dire che stavo sbagliando, che sarebbe stato impossibile, che quella non era la strada giusta, eppure ho cercato di credere prima di tutto in me stessa e ho desiderato con tutto il cuore dimostrare che forse proprio tutti i torti non li avevo.

Ogni tanto qualche porta in faccia l’ho presa, qualche errore l’ho fatto, ma chi non ne fa?

Eppure mi sono anche tolta delle soddisfazioni.

E così, tra un’avventura e l’altra sono partita per questo nuovo viaggio e sono approdato sul web.

L’ennesima pazzia? Forse… Per molti sicuramente sì.

Mi è stato detto che sono una fallita, che sto sbagliando tutto, che sono fuori di testa se penso di poterci campare facendo la travelblogger.

A molti semplicemente non l’ho detto, perché sicuramente non capirebbero, come spesso non hanno capito neanche in passato.

Di certo non mi sento una travelblogger, so di avere tantissima strada da fare, eppure credo che se amo viaggiare e ho a disposizione un mezzo così “potente” come il web, sarei pazza a non sfruttarlo per conoscere il mondo, per conoscere altre persone che come me amano girarlo e, perché no, anche per raccontare ciò che io, nel mio piccolo, ho visto.

Oggi il viaggio è per me una grandissima forma di evasione.

Amo conoscere, amo scoprire, sono curiosa per natura e probabilmente questo mi porta a non bastarmi mai, a non potermi limitare al recinto stretto, seppur bellissimo, del mio paesino o della mia regione, ma ad aprirmi al mondo, a posti nuovi e a persone sconosciute.

Ci auguro di poter viaggiare il più possibile, di vedere, di conoscere e di non essere mai sazi, di non fermarci mai, di non smettere mai di pensare, di creare, di inventare.

E soprattutto…

Di non mollare, di essere sempre positivi, di pensare che il momento giusto per quel viaggio, per quell’amore, per quell’amicizia, per quell’avventura, per quel lavoro, per quella casa arriverà, basta solo crederci e saper aspettare.

Con le parole più intime che vi abbia mai scritto, vi presento la vera me, non solo, ma anche oltre, i viaggi.

Sophia Schippa

Torino a Capodanno: cosa vedere e dove mangiare

Vorreste trascorrere qualche giorno tra arte e cultura in qualche città italiana ma non sapete dove andare?

Torino può essere una buona proposta

Non c’ero mai stata, lo confesso quasi con un po’ di vergogna, ma nei tre giorni che vi ho trascorso ho avuto un’ottima impressione di questa città.

Volete sapere la prima cosa che ho fatto subito dopo essere scesa dal treno?

Bè… mi sono fiondata da Baratti & Milano, una cioccolateria storica consigliatami dalla simpaticissima torinese @direfaremole (https://www.instagram.com/direfaremole/?hl=it)

Una cioccolateria storica e molto elegante. I prezzi sono un po’ alti, ma ne vale davvero la pena, anche perché la cioccolata è proprio divina. Io ne ho presa una calda alla gianduia (8,50€) con tanto di panna da aggiungere a piacimento e posso assicurarvi che era la più buona che avessi mai assaggiato 😋

E dopo un dolce pit-stop eccomi pronta a iniziare l’esplorazione della città 💪🏻

Piazza Castello, il vero cuore torinese, ancora più pulsante grazie ai colorati mercatini di Natale che rimarranno fino al 6 gennaio, mi ha accolta e mi ha trasmesso subito un senso di magnificenza ed eleganza, con la maestosità dei palazzi che la contornano

Ma il vero simbolo di Torino tutta la sua eleganza me l’ha mostrata di sera quando, vestita a festa e scintillante, quasi mi ha ricordato l’elegantissima Tour Eiffel

La città dall’alto

Ormai penso lo sappiate: adoro scalare edifici, torri e castelli per ammirare le città da prospettive insolite e sopraelevate e allora secondo voi potevo perdermi la salita sulla terrazza della Mole?

Proprio no

Era freddino e le mani erano quasi congelate, probabilmente complice anche l’orario. Infatti, sono salita con il primo ascensore (ore 9) proprio per evitare troppa calca sulla terrazza. Il biglietto lo avevo acquistato online a 8€, saltando completamente la fila al momento della salita.

La vista mi ha davvero conquistata, soprattutto la cornice delle Alpi che avvolge completamente la città: uno spettacolo.

Il fascino del mondo egizio

E se invece avete voglia di immergervi nel fascino del mondo egizio e di sentirvi come a Il Cairo allora non potete di certo perdere il museo egizio, considerato uno dei migliori in Europa. Il biglietto standard costa 15€ e oltre l’ingresso comprende un’audioguida con due diversi percorsi di visita: uno completo da 150 minuti e uno breve da 60 minuti.

Sembra di tornare indietro nel tempo e vogliamo parlare della Galleria dei Re?

La sala più bella di tutto il museo, con un’atmosfera assolutamente particolare e con due sfingi che ti accolgono appena entri

Tour dell’Allianz Stadium

Per chi ama il calcio o semplicemente per chi vuole uscire dai soliti percorsi turistici, un tour al nuovo Juventus Stadium è quello che ci vuole.

Però un consiglio: comprate l’ingresso del museum online. Purtroppo, infatti, non è possibile acquistare il biglietto solo per il tour dello stadio, lo si può acquistare esclusivamente in loco avendo già comprato quello del museum.

Le file sul posto sono davvero lunghe, così lunghe che rischiate di arrivarci e fare un viaggio a vuoto (mi è successo). Perciò acquistare il biglietto per il museum online è un ottimo modo per accaparrarsi l’ingresso prioritario e avere ottime possibilità di poter accedere anche al tour.

Costo di museum+tour stadio 22€

Non tifo Juve, eppure devo ammettere che il tour è davvero interessante, soprattutto perché permette l’accesso a zone esclusive dell’impianto, come spogliatoi, zona mista, Terrazza Agnelli, club di abbonati d’eccellenza e bordo campo.

Il Museum credo possa appassionare i tifosi, ma io non l’ho trovato particolarmente notevole, nonostante debba ammettere che ha un certo fascino.

Capodanno a Piazza Castello

E cosa dire del Capodanno?

Ho scelto un Capodanno magico e low cost in Piazza Castello insieme ad altri 15000 tra turisti e torinesi che affollavano la città.

Maghi e prestigiatori da tutta Europa e un trucco da guinness dei primati, davvero niente male.

Ma volete sapere quale è stata una delle esperienze più insolite e divertenti?

La loro dolcezza al Parco del Valentino

Non avevo mai incontrato degli scoiattoli così socievoli 😍

Se ci andate portatevi delle noccioline e vedrete che vi si avvicineranno senza paura.

E ora arriviamo ai consigli culinari.

Dove mangiare a Torino?

Vorrei consigliarvi due buoni ristorantini dove poter mangiare pizza o prodotti tipici locali, come gli agnolotti.

Vi consiglio la Lampara

La pizza con bufala era veramente molto buona.

Ma se cercate un posto un po’ più elegante e ben addobbato nel periodo natalizio, allora Lentini’s è ciò che fa per voi.

Il menù è ricco e variegato, con prezzi medio-alti.

Gli agnolotti sono davvero buonissimi, ma se possibile ho apprezzato ancora di più il dolce

Ecco l‘Assoluto, un fantastico connubio dei tre cioccolati: bianco, latte e fondente, il tutto corredato da granella di nocciole.

Dolcissimo e cioccolatosissimo.

Spero di avervi incuriosito almeno un po’ e spero che potrete conoscere l’elegantissima e bellissima Torino, sono sicura che ne rimarrete affascinati.

Sophia Schippa