Non solo viaggi

Viaggiare ti fa crescere, viaggiare ti fa evadere, viaggiare ti fa conoscere, viaggiare ti forma….

La chiamano “wanderlust”, questo bisogno quasi viscerale di partire, di conoscere, di errare nel vero senso della parola.

Nasce così, quasi di colpo, quasi inaspettatamente, quasi senza un perché.

Se mi chiedessero da quando o perché ho iniziato davvero a viaggiare, farei fatica a spiegarlo…. non saprei.

Forse viaggio da sempre, da quando con i cartoni sognavo di vivere insieme a Cenerentola, di conoscere i Sette Nani o di abitare con i Flintstones.

Forse viaggiavo quando, ancora piccola, leggevo insieme a mamma i libri di Harry Potter sognando che esistesse davvero un mondo magico e sperando che arrivasse anche per me la celebre lettera da Hogwarts.

Forse viaggiavo già quando al mare, da ragazzina, amavo stare ore a fare il bagno, giocando con le onde e riflettendo ore e ore sola, con un grande senso di relax e di tranquillità.

Forse viaggiavo quando chiusa dentro la mia stanza ascoltavo la musica ad alto volume e mi nascondevo tra le parole di Tiziano Ferro, perché probabilmente la realtà intorno a me non era proprio come io la desiderassi.

Sicuramente ho sperato di viaggiare quando ho visto la mia famiglia, quello che avrebbe dovuto essere il mio porto sicuro, sgretolarsi (o almeno così mi sembrava in quel momento) con la separazione dei miei genitori.

In quel momento sognavo e mi auguravo di viaggiare dappertutto, qualunque luogo sarebbe stato quello giusto e un viaggio l’ho fatto davvero…

Forse provvidenziale, sicuramente benefico, indubbiamente il viaggio che a quell’età sognavo più di tutti: Parigi e Londra.

Non ero felice, non potevo esserlo davvero in quel momento, eppure avete presente una boccata d’aria fresca proprio quando vi sentite soffocare?

Ecco… per me è stato senza dubbio questo.

Con gli occhi di una dodicenne, ancora troppa piccola per capire davvero tutto quello che stava vivendo e vedendo, ma ormai troppo grande per non accorgersi di ciò che stava accadendo intorno a lei, ho iniziato la mia scoperta del mondo al fianco di quelli che per me erano, sono e saranno sempre due pilastri, i miei nonni.

Voglio parlare con grande sincerità, non certo per vittimismo, quanto per realismo e per non illudere nessuno, neanche una singola persona che potrebbe leggere queste mie parole trovandosi in una situazione simile a quello in cui mi trovavo io: in certe situazioni viaggiare non è facile.

Le separazioni non spezzano solo un amore, ma a volte, troppo spesso, hanno ripercussioni sulla vita di tutta la famiglia, compresi i figli.

A volte si vorrebbe fare tanto, tutto, ma ci si sente impotenti, soprattutto se si è nell’età dell’adolescenza o della preadolescenza.

Viaggiare comporta spese, comporta programmazione, comporta consensi e accompagnatori, se si è ancora troppo piccolo per partire da soli.

E questo non sempre è possibile.

A tutti voi, però, voglio dire: non abbattetevi.

Non smettete mai di sognare, di crederci, di sperare.

Se oggi non è il momento giusto, domani potrà esserlo.

Non smettete di viaggiare prima di tutto con la vostra fantasia, di progettarli i vostri itinerari dei sogni.

Tutto il resto arriverà.

Di difetti ne ho tanti, tantissimi, eppure sono convinta di avere un grande pregio, un pregio che se non avessi avuto mi avrebbe precluso tante opportunità e tante strade: la determinazione.

Tante, troppo volte, mi sono sentita dire che stavo sbagliando, che sarebbe stato impossibile, che quella non era la strada giusta, eppure ho cercato di credere prima di tutto in me stessa e ho desiderato con tutto il cuore dimostrare che forse proprio tutti i torti non li avevo.

Ogni tanto qualche porta in faccia l’ho presa, qualche errore l’ho fatto, ma chi non ne fa?

Eppure mi sono anche tolta delle soddisfazioni.

E così, tra un’avventura e l’altra sono partita per questo nuovo viaggio e sono approdato sul web.

L’ennesima pazzia? Forse… Per molti sicuramente sì.

Mi è stato detto che sono una fallita, che sto sbagliando tutto, che sono fuori di testa se penso di poterci campare facendo la travelblogger.

A molti semplicemente non l’ho detto, perché sicuramente non capirebbero, come spesso non hanno capito neanche in passato.

Di certo non mi sento una travelblogger, so di avere tantissima strada da fare, eppure credo che se amo viaggiare e ho a disposizione un mezzo così “potente” come il web, sarei pazza a non sfruttarlo per conoscere il mondo, per conoscere altre persone che come me amano girarlo e, perché no, anche per raccontare ciò che io, nel mio piccolo, ho visto.

Oggi il viaggio è per me una grandissima forma di evasione.

Amo conoscere, amo scoprire, sono curiosa per natura e probabilmente questo mi porta a non bastarmi mai, a non potermi limitare al recinto stretto, seppur bellissimo, del mio paesino o della mia regione, ma ad aprirmi al mondo, a posti nuovi e a persone sconosciute.

Ci auguro di poter viaggiare il più possibile, di vedere, di conoscere e di non essere mai sazi, di non fermarci mai, di non smettere mai di pensare, di creare, di inventare.

E soprattutto…

Di non mollare, di essere sempre positivi, di pensare che il momento giusto per quel viaggio, per quell’amore, per quell’amicizia, per quell’avventura, per quel lavoro, per quella casa arriverà, basta solo crederci e saper aspettare.

Con le parole più intime che vi abbia mai scritto, vi presento la vera me, non solo, ma anche oltre, i viaggi.

Sophia Schippa

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