A spasso per Roma

Ci avete mai pensato a quanto corriamo? A quanto la nostra vita sia scandita da ritmi serrati, da lezioni, appuntamenti, eventi, treni da prendere?

Tante volte io non ci penso, talmente sono immersa in questo serrato e continuo tram tram.

Eppure è stato nel momento esatto in cui ho deciso, dopo tanto, troppo, tempo di farmi un giretto nel centro della città che da 4 anni mi ospita, che mi sono resa conto di come a forza di correre, presa e pressata da università, esami, scadenze, montagne di pagine da studiare e treni che mi riportano dritta a casa mia, mi sto perdendo tanta bellezza e un luogo di cui sono perdutamente innamorata, fin dal primo giorno in cui ci ho messo piede.

Sì, perché Roma per me è magica, l’ho scelta come mia seconda casa e, pur non essendoci nata, la sento un po’ anche mia.

Eppure mi piace guardarla con gli occhi da viaggiatrice, non con quelli di chi ci abita, che spesso non riesce più ad apprezzare la maestosità del Colosseo e la grandezza di San Pietro, preso com’è ad arrabbiarsi per gli autobus che non passano mai, il traffico opprimente e i mille difetti che questa stupenda città effettivamente ha.

Quante volte vivere in un posto ci porta a banalizzarlo? A non apprezzarne più l’unicità?

A me purtroppo succede, anche se è una cosa contro la quale sto cercando di combattere.

Roma non ha nulla di banale, Roma può offrire così tanto: dal cibo, alla storia, agli spettacoli teatrali, alle mostre, che forse non basterebbero anni per dire di aver visto tutto e di conoscerla bene.

Eppure c’è un luogo che per me è speciale, il mio preferito nel cuore di Roma: la Terrazza delle Quadrighe.

Si trova esattamente sopra il Vittoriano, vi si può accedere pagando un biglietto di 7€ e credetemi lo spettacolo merita davvero.

Una vista a 360 gradi sulla città e quindi anche sui Fori e sul Colosseo che sono solo a pochi metri di distanza.

Un posto dove rifugiarsi, dove pensare o dove ammirare, perché no, le luci del tramonto che colorano il cielo e Roma di sfumature incredibili.

Ecco dove vorrei essere ora: ad ammirare quello spettacolo sulla terrazza, circondata da qualche turista inglese, americano, francese o giapponese, a riscoprire la città in cui abito anche attraverso i loro occhi.

Sophia Schippa

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